
Prefazione di Silvia Bortoli
Postfazione di Gabriele PedullĂ
Edizioni Le Lettere
Firenze 2008
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Oggi volevo vedermi Rothko. Volevo proprio andarci. E ci sono andato. Mi sono svegliato alle sette. Ho oziato, cincischiato, mi sono colazionato lentamente, poi ho fatto due caffè, uno per A., uno per me. A. già lavorava, quando mi sono alzato. Non riusciva a dormire, ha detto. Lavora in continuazione. Poi ho letto un articolo sullo scrittore Limonov, che è anche il fondatore del partito nazionalbolscevico, pensa tu. Ma non l’ho finito. Limonov è un tipo che mi sta sulle palle già da subito, cioè già da senza saperne niente. Critica Putin, dice che in Russia non c’è libertà. Il che è probabilmente vicino al vero, però da che pulpito. Il partito nazionalbolscevico ha una bandiera uguale a quella del nazionalsocialisti, solo che al centro non c’è la svastica, ma la falcemartello: questi qui parlano di oppressione, in Russia. Leggevo di Limonov e intanto mi gustavo che saremmo usciti, che saremmo andati a via Nazionale a vederci Rothko.
Alle dieci riusciamo a scollarci di casa, arriviamo metti verso le dieci e venti in una traversa di via Nazionale, con alberi. Parcheggio il motorino, lo chiudo, svoltiamo l’angolo ed eccola là, implacabile. La Fila. Arriva già oltre il marcia-piedi, si protende sul porfido di via Nazionale. C’è anche il sole, fa caldo. Mi prende il nervoso. La tragedia dell’uomo-massa è che, qualsiasi cosa lui pensi di fare in città, ci pensano contemporaneamente altre migliaia di persone. Molta gente oggi voleva vedere Rothko. Ho detto ad A., senti vacci tu, se vuoi, io questa fila non la faccio. Lei dice che magari è veloce. Io dico non mi sembra, non mi va, andiamo via, da qualsiasi parte tu voglia, per me oggi niente Rothko. Siamo andati via, a comprare il suo profumo, a Corso Rinascimento. Abbiamo ri-visto l’interno della chiesa di Sant’Ivo, ne abbiamo parlato. Siamo andati verso Campo de’ Fiori. Al mercato avevano funghi. Ti vanno i funghi? Non so, poi costano 35 euro, è pazzesco. A. aggiunge che le pesche stanno a tre euro al chilo. Ti rendi conto? Si indigna. Ha ragione. Al centro storico non puoi compra’ niente, ormai: ti scorticano. Alla libreria Farenheit avevano però Europeana, di Ourednik, che non trovavo da nessuna parte. Ho pensato, che culo! Poi l’ho detto ad alta voce: che culo! Il libraio mi ha guardato con perplessità, disprezzo. Ho pensato: forse le parolacce non si dicono più, il mondo è cambiato. Poi abbiamo preso la pizza bianca, calda. Il risarcimento per il Rothko mancato era quasi completo.