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giovedì, 20 aprile 2006
Ritroviamo l'identità nazionale

Sarà una cosa banale e sdata, ma io rivoglio la DC.
Voglio dire che mi sono convinto che il mio paese può essere governato solo dalla DC.
Dalle ultime vicende politiche, dal referendum sulla fecondazione assistitita, eccetera, ma soprattutto in questa tornata elettorale è parso chiaro un dato: l’Italia è un paese cattolico (non particolarmente osservante, ma di etica e sentimento cattolici) di centro-destra - nel termine cattolico si annida una serie di dati identificativi nella quale non mi inoltro, ma che è molto importante.
Ora questo paese cattolico di centro-destra è privo da 13 anni di un partito cattolico di centro-destra.
Sulle ragioni di questa assenza non mi soffermo, ma l’assenza mi pare evidente.
Frammenti di partito cattolico di centro-destra si aggirano spaesati nei due poli contrapposti senza riuscire davvero a contrapporsi e a distinguersi tra loro.
Che differenza c’è tra Mastella e Casini e Marini e De Mita?
Poche: sono più le somiglianze delle differenze: eppure alcuni stanno di qua e altri di là.
Inutile illudersi di far crescere la società su valori di condivisione civile e laica, sul senso di responsabilità individuale verso lo Stato, sul superamento del “familismo amorale”, dell’egoismo e della diffidenza, eccetera.
Inutile anche cercare di spostare, anche di poco, il sentire di questo popolo verso sinistra, cioè anche solo verso una coscienza e una sensibilità sociali, mica il comunismo, certo.
Senza la DC la maggioranza cattolica di centro-destra si è buttata nelle braccia del primo albertosordi nel quale si poteva vagamente riconoscere e l’ha imposto all’intero Paese.
Nell’ultima campagna elettorale è stata strenuamente inseguita dai due contendenti, in un crescendo di promesse di abbassamenti e abolizioni insensate di tasse: in questo modo tutto si è deformato, i ruoli si sono confusi, le differenze attenuate in una medietà desolante, priva di qualsiasi visione e/o progetto per il futuro: tutto per non spaventare la maggioranza cattolica di centro-destra.
Allora io nel mio piccolo dico che compito di ogni laico, de sinistra e non, dovrebbe innanzi tutto essere: ridare la DC a questa maggioranza orfana.
Così staremmo tutti meglio.
Ognuno riprenderebbe il suo ruolo: la destra farebbe la destra e la sinistra farebbe la sinistra, invece di sgomitare tutt’e due al centro.
E si governerebbe, a seconda dei risultati elettorali, in avvicendarsi di coalizioni di centro-destra e centro-sinistra aventi come perno la DC.
Come ai vecchi bei tempi.
Provare a cambiare il Paese è uno sforzo inutile, tanto vale riconoscerlo.
Occorre cioè riconoscere che il tentativo laico e progressista di modernizzare e secolarizzare l’Italia è storicamente fallito: allora è meglio che si riformi la DC con la quale poi allearsi, trattare e salvare il salvabile.
Senza contare che la DC fu sempre scuola di politici di razza, grandi mediatori e sepolcri imbiancati.
Un tempo li aborrivo, ma oggi mi appaiono figure gigantesche, a fronte dell’albertosordi-con-televisioni-e-soldi che la fa da padrone.
Viva la DC.

Scritto da: tashtego a 10:23 | link | |


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