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martedì, 17 ottobre 2006
Impurità

Sono convinto che nella faccenda Saviano-Gomorra-Camorra (SGC) – mi scuso per la brutalità sintetica della definizione e della sigla – si manifestano tutte, dico tutte, le ambiguità e le contraddizioni che oggi (come ieri?) si annidano nel raggruppamento realtà/informazione/comunicazione/narrazione/denuncia.
In questo caso ciò che si presenta in apparenza come una limpida operazione di “denuncia” del sistema economico e di potere camorristico, contiene in realtà parecchie di quelle che potremmo definire a rigore come impurità, legate, per esempio alla modalità narrativa di fatti di sangue e alla presentazioni di dati fattuali e afferenti il brodo di cultura locale, tesa a catturare il lettore ed a emozionarlo, cioè in definitiva, ad intrattenerlo con “l’altro da sé criminale”.
Così come impurità si potranno individuare nella scarsa evidenza delle fonti da cui si attingono i fatti narrati.
Senza tralasciare l’ambiguità dell’evento mediatico in corso, che vede Saviano minacciato dalla camorra da un lato, mentre dall’altro il successo commerciale del suo libro si implementa per ciò stesso in modo esponenziale.
Qualcuno potrebbe citare Bogart e dire: “sono i media, bellezza, e tu non puoi farci niente” e avrebbe ragione.
È una catena causale.
Il modo (coraggioso) in cui il libro è costruito e la materia criminale e oscura di cui tratta, ne produce il successo editoriale.
Il successo editoriale produce l’effetto di riportare alla ribalta dell’attenzione pubblica il fenomeno camorristisco napoletano.
L’attenzione pubblica protegge sulle prime Saviano ma allo stesso tempo aumenta ulteriormente il pericolo che corre, producendo indirettamente un effetto intimidazione che non si può sottovalutare.
Inizia un effetto mediatico a ping pong, con grossa ricaduta sull’entità delle vendite, che salgono e che sicuramente produrranno un genere letterario (che in realtà già esiste) e schiere di imitatori pronti a denunciare “il marcio della nostra società”.
Ma l’aumento delle vendite e il battage producono a loro volta, non solo l’intrattenimento del Grande Ripieno, ma anche il rafforzamento dell’effetto “de denuncia” del libro, rendendolo più efficace e potenziando le probabilità di una vendetta di camorra.
Il bene e il male, il sangue e i soldi, stanno anche dalla parte di qua (esiste una “parte di qua”?) del mondo criminale di cui trattasi, le impurità si intrecciano con coraggio e limpidezza della denuncia.
Non ostante ciò, a tutti i costi, si protegga Saviano.

Scritto da: tashtego a 14:14 | link | |


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